Luglio 10, 2024

    Insegnare qualcosa a qualcuno è oggi diventato estremamente difficile; un’impresa ardua che coinvolge anche il settore delle arti marziali soprattutto quelle tradizionali che risentono fortemente di questo periodo di confusione generale e la conseguente perdita d’identità che stiamo vivendo.
    In quest’ultimo lasso di tempo, i moderni insegnanti di Kung-Fu tradizionale cinese, soprattutto quelli che si appoggiano ad alcune palestre nelle quali s’insegna un po’ di tutto, si trovano spesso in difficoltà. Le arti marziali sono divenute un business e come tale, la maggior parte di essi ne subisce l’influenza: bisogna fare cassa (per fortuna non tutte le palestre sono così). Inoltre, certi insegnanti, anziché istruire alla conoscenza i propri allievi cambiandoli in meglio, ne subisce spesso l’opinione, le puntualizzazioni o le critiche assecondando di conseguenza (forse per paura di perdere allievi) certi atteggiamenti che non producono alcun vantaggio in termini di crescita.
    Il valore e l’importanza delle arti marziali tradizionali vanno ben oltre la semplice pratica fisica. Esse insegnano disciplina, rispetto, autocontrollo, resilienza e molte altre qualità che sono fondamentali per la formazione di un individuo non solo in una palestra, ma anche nella vita di tutti i giorni.
    Tuttavia, è importante che gli insegnanti di arti marziali mantengano viva la tradizione e la filosofia che sta dietro a queste pratiche, trasmettendo non solo le tecniche fisiche, ma anche i valori morali e spirituali che le accompagnano. Ciò, naturalmente, richiede un maggiore impegno e del tempo che non tutti gli insegnanti sono disposti a concedere. In un’epoca in cui la società corre sempre più veloce, superficiale e individualista, le arti marziali possono offrire un’importante bussola morale e un valido strumento di crescita personale.
    Per far sì che le arti marziali tradizionali continuino a essere un faro di saggezza e integrità, è fondamentale che gli insegnanti si impegnino a trasmettere i veri valori di queste pratiche dimenticando l’aspetto puramente commerciale e mantenendo sempre vivo il rispetto per le tradizioni e per coloro che ci hanno preceduto. Solo in questo modo potremo evitare che le arti marziali diventino semplici esercizi di fitness o peggio, nostalgiche fantasie di supereroi.
    Un insegnante di Kung-Fu se è un vero Maestro, non dovrebbe lasciarsi contestare gratuitamente e soprattutto le sue parole dovrebbero essere comprese e mai reinterpretate come spesso accade. Questa decodifica mentale innesca di frequente l’irrigidimento di studenti che non hanno ancora i mezzi per capire la profondità di un discorso e delle conseguenti scelte che da esso derivano: “Il senso di una domanda è nel comprenderne la risposta” ma ciò non avviene quasi mai. Questo atteggiamento da parte degli studenti, oltre che caratteriale, può essere visto come una conseguenza della società moderna, che spinge alla ricerca dell’istantaneità e dell’immediatezza. In questo modo, purtroppo, si avrà sempre più la tendenza a non prendersi il tempo necessario per approfondire e comprendere veramente le cose, quando mai come in questo caso, per studiare correttamente occorre pazienza, perseveranza e umiltà. Gli insegnanti tradizionali moderni, quindi, si trovano spesso a dover fronteggiare una generazione di studenti che sembra non essere più abituata a mettersi in discussione, a confrontarsi con idee diverse e a cercare di capire il perché di determinate cose.
    In questo contesto, il ruolo del Maestro diventa fondamentale. Egli deve essere in grado di guidare gli studenti attraverso un percorso di apprendimento che vada oltre la superficie, che li porti a interrogarsi sulle proprie convinzioni, cercando di aiutarli a comprendere la materia in maniera più profonda. Le precisazioni che il Maestro fornisce durante le lezioni non dovrebbero essere viste come noiose correzioni o divagazioni superflue, ma come occasioni per aprire la mente degli studenti e permettere loro di scoprire nuove prospettive e nuovi modi di pensare. È importante quindi che gli insegnanti non si lascino scoraggiare da possibili resistenze da parte dei propri allievi, ma che continuino ad insegnare con passione e dedizione, cercando di trasmettere non solo conoscenze ma anche valori e principi che possano guidare gli studenti lungo il cammino della vita.
    L’importante è continuare ad insegnare con pazienza e passione, cercando di trasmettere non solo nozioni ma anche valori e principi fondamentali. Ogni allievo è diverso e ha il proprio percorso di apprendimento, ma è nostro compito come insegnanti guidarli e supportarli nel miglior modo possibile. Non sempre si vedono i frutti del proprio lavoro immediatamente, ma con il tempo e la costanza, le nostre parole e insegnamenti potrebbero fare la differenza nella vita dei nostri allievi. Continuiamo a seminare con dedizione ciò che amiamo insegnare, sapendo che le nostre lezioni avranno un impatto positivo nel lungo termine.
    In questo senso, il compito del Maestro va ben oltre la semplice trasmissione di conoscenze: egli ha il compito di formare individui consapevoli, critici e aperti al confronto con il mondo che li circonda. Solo in questo modo sarà possibile superare le barriere dell’incomprensione e raggiungere una vera e propria crescita personale e spirituale. In definitiva, ogni individuo ha il proprio percorso da seguire e alcune persone potrebbero non essere pronte o inclini a comprendere il cammino tracciato dal proprio Maestro. È importante accettare che ognuno ha il proprio destino e che non sempre si può forzare qualcuno a seguire il proprio percorso. Lasciare andare queste persone non è un fallimento, ma piuttosto un atto di saggezza e accettazione della diversità e delle scelte individuali anche sbagliate dei propri allievi. Un Maestro di Kung-Fu dovrebbe concentrarsi solo su coloro che sono pronti e desiderosi di imparare e crescere lungo il cammino, guidandoli con pazienza e determinazione per aiutarli a raggiungere il massimo potenziale e diventare Maestri a loro volta nel tempo.


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