Novembre 29, 2023

    Qualifica:
    Istruttore

    Inizia la pratica nella T.K.F.A. il  4 dicembre 2001

    Insegna:
    Kung-Fu
    TaiJiQuan
    QiGong

    Dove:
    a Fabriano (AN) – Marche

    Riccardo Spitoni nasce nel 1984 a Jesi (AN), ma risiede tuttora a Fabriano (AN).

    Fin da piccolo nutre una forte passione per le arti marziali tanto che a 6 anni inizia la pratica del karate che poi smetterà solo dopo un anno per la troppa giovane età. Nel tempo che segue inizia a praticare svariati sport dal basket al nuoto ma continua a coltivare dentro di se l’interesse per le arti marziali, anche grazie all’emergere di attori come Jean-Claude Van Damme che diventerà un suo “idolo”.

    A 13 anni, spinto dal desiderio, riprende la pratica delle arti marziali, e durante la sua ricerca nella sua città, rimane particolarmente colpito da un manifesto dove era scritto in bella evidenza la parola “KUNG-FU”. Egli sapeva che il Kung-Fu era considerato l’arte marziale per eccellenza, ma la conosceva a grande linee vedendola solamente in tv.

    Un amico del padre affermava però che il Kung-Fu “non serviva a niente”, che era solo un arte che insegnava filosofia e non serviva nel combattimento effettivo… (questa persona era un maestro di taekwondo). Prendendo per buono quanto affermato da questo conoscente, egli distoglie la sua attenzione dal Kung-Fu, per iniziare la pratica del più “efficace” taekwondo, sotto la guida dell’amico del padre.

    Tale arte lo appassiona tanto da continuare a praticarla assiduamente. Dopo diversi anni inizia anche l’approccio alle gare di forme e successivamente al combattimento sportivo. Ottiene buoni risultati e diviene anche campione regionale di forme per due anni consecutivi e campione regionale di combattimento per un anno. Nella sua attività agonista partecipa a tutti i tornei di rilievo (campionati regionali, nazionali, internazionali).

    La “fine” della sua carriera agonistica è segnata da un’ultima gara che si svolse a Cattolica. Erano venuti a sostenerlo anche i suoi genitori, ma in quell’occasione avvennero svariati incidenti… un suo compagno dando un calcio al viso dell’avversario si fece un bel taglio al piede e l’altro si spaccò la mascella. Una ragazza si ruppe un braccio e un altro ragazzo prese un calcio al viso e sveni. Stava per soffocare, anche perché uno dei tecnici non riuscì a comprendere subito che gli si era atrofizzata la lingua e che gli aveva ostruito la gola impedendogli di respirate. Fu così che di fronte a questi episodi, i suoi genitori preoccupati, gli proibirono di combattere ancora! Dato che nel taekwondo ci si focalizzava principalmente sul combattimento sportivo e praticare le forme non entusiasmava Riccardo, perché le reputava prive di dinamicità, fu così che piano piano, perse l’entusiasmo.

    In quegli anni di pratica nell’arte marziale coreana, si teneva comunque informato leggendo le varie riviste di arti marziali ed incuriosito, aveva approfondito la conoscenza del “mondo del Kung-Fu”. Ancora una volta, il destino di ognuno di noi segue percorsi sconosciuti… gli capitò di leggere un volantino di un corso di Kung Fu nella sua scuola e questo, gli fornì lo stimolo per abbandonare definitivamente il taekwondo e di iniziare questo nuovo percorso, che risulterà affascinante e pieno di emozioni.

    Nel 2001 inizia così la pratica del Kung-Fu Tradizionale Cinese all’interno della Traditional Kung-Fu Association, unica associazione riconosciuta dalla Ku De Yi Jing Wu Men, Scuola del Gran Maestro Luigi GUIDOTTI. Al primo stage nazionale che partecipa conosce di persona il Caposcuola, rimanendo subito impressionato dalla bravura e dalla passione che trasmetteva, soprattutto dal suo modo di muoversi veloce, rilassato e potente allo stesso tempo. Riccardo, rimase soprattutto colpito dall’umiltà del Maestro e dalla semplicità con cui esprimeva questa arte marziale così complessa e affascinante e che Shifu Guidotti chiamava “il suo modo di vivere”.

    Dopo un paio di anni di pratica sotto l’istruttore Di Pietro Ferdinando nella scuola di Fabriano, Riccardo ha finalmente la possibilità di frequentare anche le lezioni tenute direttamente dal Gran Maestro. Nel corso del tempo ha così modo di approfondire il Kung-Fu nella sua più totale genuinità dato che il maestro ha praticato e studiato presso alcuni dei più grandi Maestri orientali esistenti.

    La costante frequenza ed il continuo contatto con il Maestro Guidotti, gli permette di partecipare ad importanti iniziative ed esibizioni, tenute anche dal Maestro in persona, che rimarranno impresse in lui come dei momenti veramente unici e indimenticabili.

    Nel 2004 partecipa all’evento “FABRIANO PREMIO”, Premio nazionale artisti dello spettacolo, giunta alla sua 47ma edizione. Egli si esibisce insieme al Maestro ed ad altri quattro istruttori in uno spettacolare combattimento prestabilito.

    Nel 2005 ripete la stessa performance al Palalido di Milano in occasione della “10a COPPA DEL MONDO DI ARTI MARZIALI”, riscuotendo un enorme successo.

    Nel 2009 ha la possibilità di partecipare ad un allenamento ed uno stage tenuto dal Maestro Wong Chi Yuen di Hong Kong, esperto dello stile Choy Lay Fut, che il Maestro Guidotti ha ospitato con se per diversi giorni.

    Nel 2011 si esibisce al “1° MEMORI AL SILEONI GIANMA TTEO” a Piediripa di Macerata, esibizione che ha visto coinvolgere Maestri, Istruttori e Allievi della T.K.F.A in onore di questo amico e praticante venuto a mancare prematuramente.

    Nel 2012 partecipa alla III° edizione di “C’ERA UNA VOLTA IN CINA” ad Orciano di Pesaro, presentando uno scenografico combattimento prestabilito, esibendosi in gruppo nelle morbide tecniche di Qi Gong ed eseguendo un estratto della sequenza dello stile “del Labirinto” (MiZongQuan) con le spade uncinate.

    Nel 2013 partecipa e coordina coadiuvato da un altro insegnante l’esibizione della T.K.F.A. tenutasi a Gualdo Tadino in occasione della “Festa dello Sport”. Si esibisce in 4 performances eseguendo una sequenza di spada dritta di MiZhong, una sequenza di ventaglio Choy Lay Fut, una sequenza di tai chi stile Yang e un combattimento prestabilito lancia contro spade uncinate. Nello stesso anno porta la Scuola alla partecipazione del “Fitness Week-End” al centro commerciale “Il Gentile” di Fabriano, evento che raccoglie varie associazioni nel promuovere le attività dello sport e fitness del territorio fabrianese.

    Il 2014 è l’anno della svolta nella sua pratica marziale. Entra a far parte di un gruppo seleziona to di persone che sono state accettate e hanno avuto il consenso da parte del Maestro Guidotti ad iniziare lo studio di uno stile raro e poco conosciuto: il FoZhangmen 佛 掌 門 (Palmo della Porta del Buddha). Stile più antico di Shaolin di mille anni, costituito da alternanza di movimenti morbidi a improvvisi movimenti di fa jin (l’energia esplosiva). L’aspetto “DUALE” però è quello che lo contraddistingue da tutti gli altri stili; le posizioni e le tecniche hanno un’altra esecuzione nascosta e le tecniche vengono quasi tutte usate a mano aperta perché è l’esatta metà dei palmi raccolti in preghiera, concetto che sta alla base del praticante, dato che lo stile è stato creato da un monaco buddista.

    Nel 2015 arricchisce il suo bagaglio sul mondo della cultura cinese iscrivendosi al corso triennale in TUI-NA (letteralmente spingere e afferrare) presso Scuola Tao di Bologna, un ramo della medicina tradizionale cinese basato sulla stimolazione dei canali energetici del corpo umano attraverso l’uso manuale e con tecniche complementari.

    Nello stesso anno organizza un evento unico nel suo genere chiamato “THE KUNG FU JOURNEY” presso il centro commerciale “il Gentile” di Fabriano con la collaborazione del cinema “Movieland” presso la medesima struttura, un due giorni all’insegna del Kung Fu in tutte le sue sfumature. Il sabato la proiezione del cortometraggio “Ai confini dell’anima”, con annessa conferenza con il Gran Maestro Luigi Guidotti e a seguire il film L’Urlo di Chen terrorizza l’Occidente di Bruce Lee. La domenica grande esibizione con la partecipazione di molte delle Scuole della T.K.F.A., dove sono state mostrate sequenze a mani nude e con armi, combattimenti prestabiliti e spettacolari tecniche di rotture.

    Nel 2016 partecipa a un master di quattro giorni intensivi organizzato da Scuola Tao sulla medicina classica taoista con il Dr. Luo YanBo, medico esperto di medicina tradizionale cinese e praticante di lunga data di taijiquan.

    Tuttora continua la pratica e il perfezionamento sotto la costante e attenta guida del Gran Maestro Luigi Guidotti.

    Pensieri Personali

    In questi ultimi anni stando molto a contatto con il Maestro Guidotti, ho avuto modo di perfezionarmi e conoscerlo meglio, apprezzando sempre di più il suo modo di essere e di vivere il Kung Fu. Egli è un Maestro di altri tempi, è cresciuto con l’apprendimento dell’arte marziale con forti valori quali pazienza, costanza , umiltà e con non pochi sacrifici. Sa quindi quello che deve darti, ti indica il percorso da fare, ma lascia a te la strada da percorre, le difficoltà da superare, rimane sempre composto ma è un attento osservatore e ti aiuta quando ti vede in difficoltà o richiedi un suo aiuto. C’è un onesto rapporto di rispetto ed amicizia.

    Nel tempo ho partecipato a molte iniziative, alcune delle quali affiancandolo quando ha partecipato egli in prima persona, lasciandomi dei bei ricordi impressi dentro di me. Ricordo in occasione del “Fabriano Premio” l’emozione di esibirmi con lui e compagni di pratica al Teatro Gentile di Fabriano, davanti ai miei familiari, amici e tutti i cittadini fabrianesi che in qualche modo mi conoscevano. È stata veramente una bella esperienza che mi ha regalato la grande soddisfazione di aver partecipato ad un evento così importante nella mia città. Momenti unici non sono mancati neanche l’anno successivo a Milano. In quella occasione ero estremamente emozionato, anche perché ci presentavamo davanti un pubblico di circa 5.000 persone. Ma la più grande emozione è stato vedere il mio Maestro afferrare una freccia al volo scagliata da una distanza di 15 metri. La soddisfazione è stata enorme anche perché avevo vissuto la preparazione dell’esercizio e sapevo il duro lavoro che c’era stato dietro quella frazione di secondo. Altra cosa che ricordo in quell’occasione e che mi ha reso ancora più fiero e orgoglioso di averlo come Maestro è la grande notorietà che i vari praticanti di arti marziali hanno mostrato nei suoi confronti. Ricordo di quando il Maestro parlava con naturalezza dell’esercizio che sarebbe andato a compiere con l’organizzatore dell’evento ed un maestro di stili interni e di come “strabuzzassero” gli occhi perché non riuscivano a capacitarsi di come sarebbe potuto riuscire ad afferrarla e preoccupandosi dell’incolumità del Maestro che sorrideva divertito. Oppure, anche quando parlando con l’interprete dei monaci del monte Wudang che conosceva il suo nome e la sua fama anche in Cina, per non parlare di quando alla fine della sua esibizione ha ricevuto i personali complimenti dell’abate dei monaci Wudang. Il Maestro insegna il Kung-Fu applicando alla lettera il suo vero significato (abilità acquisita attraverso il sacrificio), quindi effettuando un duro lavoro su se stessi, sul difficile controllo delle proprie emozioni… delle proprie paure. Si riesce a trovare così a raggiungere nel tempo un proprio equilibrio che porterà a star bene con se stessi e con gli altri. Oggi nel mondo delle arti marziali regna purtroppo molta confusione. Si parla di arti marziali, quando in realtà la pratica si basa quasi esclusivamente sulle gare agonistiche, risultando quindi solo uno sport da combattimento. Questo aspetto, io l’ho vissuto in prima persona dato che ho partecipato a quasi tutte le competizioni sportive nel taekwondo. Con il combattimento sportivo risulta estremamente facile alimentare gli aspetti più negativi del proprio carattere come la violenza, la rivalità. Essere competitivi verso qualcun altro, ti porta spesso a far male o a farti male. Non è edificante per l’essere umano rivolgere la propria aggressività contro chi non conosci e non ti ha fatto niente, oppure, contro i propri compagni di palestra. Se vinci alimenti la tua presunzione (a discapito di qualcun altro), se perdi alimenterai la tua frustrazione e probabilmente abbandonerai le arti marziali. Il questo modo, si rischia di compromettere il vero fine dell’arte marziale, che è quello di imparare attraverso la dura e costante pratica a conoscere soprattutto se stessi, le proprie emozioni, i propri sentimenti e superare i propri limiti. Come insegna il Maestro, il Kung-Fu è uno stile di vita, un’esperienza che veniva tramandata da padre a figlio e quindi, oltre alle tecniche mortali, venivano trasmessi i principi morali tanto cari al nostro Shifu. In questo modo, si diventava umili, pazienti, onesti e soprattutto… determinati! La tecnica dona un senso alla forma e quest’ultima dona armonia alla tecnica. Come lo Yin e lo Yang due cose inscindibili una a supporto e completamento dell’altra!

    Il Maestro, portando avanti questi principi da sempre, ad ogni allenamento ci dà una piccola lezione di vita. Ed è così che dai suoi insegnamenti io cerco di trasmettere nel modo più tradizionale a miei attuali allievi e a quelli che verranno.

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